Risolto massacro di Posillipo, presa banda romena

È stato risolto in meno di 24 ore il giallo del massacro di Posillipo in cui sono stati uccisi nella loro villa della Gaiola, con il cranio fracassato, l’imprenditore Franco Ambrosio, 77 anni e la moglie, Giovanna Sacco, 74 anni. La conferma quando uno degli assassini ha acceso uno dei telefonini rubati in villa ed ha effettuato una serie di telefonate. Gli agenti della Squadra Mobile con l’ausilio di sofisticate tecnologie hanno individuato e fermato alla spicciolata tre giovani di nazionalità romena, tutti incensurati con un lavoro regolare e residenti da ben otto anni in Italia. L’ideatore del furto poi degenerato in duplice omicidio è stato l’ex giardiniere Marius Vasile Acsiniei, 22 anni (riconosciuto dal maggiordomo in servizio da trent’anni dagli Ambrosio). È stato lui a coinvolgere Valentin Dumitriu, 22 anni, stalliere, e Calin Petrica, 24 anni, impiegato in un autolavaggio, nel progetto di derubare gli ex datori di lavoro. A tradire Acsiniei, è stata la telefonata che il giovane ha fatto a sua madre in Romania: «Mamma ho fatto un guaio, ho ucciso due persone… non sapevo quello che facevo ». Una manciata di minuti è servita agli inquirenti per tradurre in diretta la conversazione e allertare la Bmw civetta dotata di satellitare che in meno di mezz’ora ha localizzato i presunti killer. Per il neo-questore di Napoli Santi Giuffrè il «Il caso è risolto. Ci sono prove schiaccianti». Il riferimento è alle numerose tracce lasciate dai tre sul luogo del delitto e che la Sezione della Scientifica guidata dal vice-questore Fabiola Manconi ha catalogato e confrontato con le impronte digitali dei romeni.

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