Addio a Vanni l’ultimo dei compagni di merende
Un attacco cardiaco ha stroncato Vanni ex postino di San Casciano. Era il 1994: sul banco degli imputati c’era Pietro Pacciani e lui, Mario Vanni, l’ex postino di San Casciano Val di Pesa non ascoltò neppure la domanda del pm. «Io con il Pacciani ho fatto solo qualche merenda ». Mentiva. A breve, il morto l’altra notte a 82 anni per un arresto cardiaco, sarebbe finito dentro l’inchiesta. Nel 2000, la Cassazione gli confermerà l’ergastolo per quattro degli otto duplici delitti del maniaco delle coppiette che insanguinò le colline toscane tra il 1968 e il 1985. L’amico Pacciani invece è morto prima che si rifacesse il processo, nel 1998, dopo un’assoluzione in Appello. A inchiodare Vanni furono le dichiarazioni del “pentito” Giancarlo Lotti, per tutti “Katanga”: lui disse che agli Scopeti aveva visto Pacciani e Vanni uccidere. Anche Lotti è morto, nel 2002. Dei compagni di merende, Vanni era dunque rimasto l’ultimo, con un caso giudiziario ancora aperto. «Con tutta probabilità si porta nella tomba dei segreti che non ha voluto o potuto rivelare, quelli sui mandanti », commenta Michele Giuttari, l’ex capo del Gides, oggi scrittore di gialli, che condusse le indagini che portarono prima ai compagni di merende, poi al livello “superiore”. «Secondo la nostra ricostruzione – aggiunge l’ex procuratore capo di Firenze, Pier Luigi Vigna – erano gli autori degli omicidi. Con la scomparsa di Pacciani, di Lotti e ora di Vanni la morte c’ha messo il cappello sopra». Invece per il suo avvocato, Nino Filastò, l’ex postino «era innocente ». «Nel 1974, anno del secondo duplice delitto, Vanni non conosceva Pacciani».
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