Niente ronde, Maroni: tradimento

Niente ronde - stralciata per l’ostruzionismo del Pd, la norma verrà recuperata nel ddl sicurezza, calendarizzato dalla conferenza dei capigruppo per il prossimo 27 aprile - ma, soprattutto, blocco delle espulsioni dei clandestini ospitati nei Cie "Centri di identificazione ed espulsione": i franchi tiratori si sono esercitati su questa norma, mandando sotto il governo. Il voto della Camera, ovviamente, scatena il finimondo. La Lega, grande sconfitta, monta su tutte le furie, nella maggioranza volano parole grosse, la stessa tenuta dell’esecutivo è a fortissimo rischio. E’ tradimento ringhia il Carroccio. «Sono furibondo: dal 26 aprile dovremo rimettere in libertà 1.038 clandestini», afferma il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che continua: «Un voto sciagurato, di più, scellerato, che rischia di vanificare tutte le azioni predisposte dal ministero dell’Interno per contrastare il fenomeno». Maroni non usa mezzi termini: «Saremo costretti a fare come si faceva prima, cioè a consegnare ai clandestini un foglio di via e a chiedere loro di tornare a casa ». Di fatto, un «indulto permanente », grazie al quale «le nostre città saranno meno sicure ». Non solo: il voto della Camera «pone anche una non irrilevante questione politica all’interno della maggioranza. Incontrerò Berlusconi per capire se la lotta all’immigrazione clandestina fa ancora parte della politica del governo: i franchi tiratori sono tutti del Pdl, voglio sapere se sono il ministro dell’Interno di una maggioranza che sostiene una reale politica di rigore nei confronti dell’immigrazione clandestina o di una maggioranza divisa in due».


News Impianti.com