Berlusconi: no agli aiuti immediati
No a sostegni immediati: la macchina della Protezione civile funziona bene, ed eventuali interventi esterni farebbero solo aumentare la confusione. Sì, invece, ad aiuti mirati a medio – lungo termine: quelli, per intenderci, che dovranno aiutare le popolazioni colpite dal sisma che ha devastato il cuore d’Abruzzo a rimettersi in piedi. Sembra essere questa la strategia del governo in materia di aiuti internazionali. Il premier Silvio Berlusconi ha proclamato una parziale "autarchia", rispedendo al mittente le offerte arrivate da mezzo mondo per gli interventi di somma urgenza. Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze, ha detto e ripetuto Berlusconi per tutta la mattinata, trascorsa in giro per le zone messe in ginocchio dalla violenza della natura. Ma il leader del Pd, Dario Franceschini, lo ha invitato a rivedere la propria posizione: «Il governo valuti con attenzione se non sia urgente accettare le offerte di aiuto che provengono da altri Paesi». L’autarchia non riguarda, ovviamente la ricostruzione. A metà pomeriggio, anzi, Berlusconi incassa la disponibilità degli Usa a dare una mano per il dopo, quando la conta dei morti e dei feriti sarà ultimata, le macerie sgomberate, e si dovrà ricostruire. La telefonata di Obama ha raggiunto il premier nella tendopoli di San Demetrio. «Ho invitato Obama a collaborare nella ricostruzione dei beni culturali, delle chiese e dei borghi sfregiati». «Mi sembra un’ottima idea», la risposta del presidente Usa.
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