Bossi dalla parte di Napolitano
Nel giorno in cui il presidente della Camera Fini fa appello a una responsabilità corale in tema di riforme, Bossi e Veltroni si ritrovano curiosamente schierati dalla stessa parte in difesa della Costituzione. Oggi il Pd scenderà in piazza per ribadire che la nostra Carta va rispettata mentre il leader leghista, pur criticando Napolitano per la sua lettera su Eluana, ribadisce che la Costituzione non si tocca. Anzi, il Senatùr tiene a specificare che il Capo dello Stato è una figura di garanzia e che un equilibrio fra i poteri è quanto mai necessario. E a proposito delle polemiche sul ricorso eccessivo ai decreti legge da parte dell’esecutivo, Bossi spiega che è giusto che il capo dello Stato sia argine verso il governo e il potere di decretazione, anche se tiene a specificare che Berlusconi non vuole un riequilibrio dei poteri né ha intenzione di modificare la Costituzione. O almeno, dice, non l’ho mai sentito dire questa cosa. Ma il Senatùr non risparmia una stilettata al premier sul tema che gli è più caro, il federalismo fiscale: con lo scontro istituzionale sulla vicenda di Eluana, sostiene, il Cavaliere ha creato tensioni e obiettivo immediato della Lega è recuperare il terreno perduto facendo ripartire il dialogo. Ieri a Montecitorio il convegno dedicato alla figura di Giuseppe Tatarella è stato occasione di confronto proprio sul tema delle riforme. Oggi – ha detto Fini – il paese ha bisogno di una corale assunzione di responsabilità per realizzare le riforme che sono necessarie. E una buona base di partenza può essere proprio il metodo della formula condivisa caro al “ministro dell’armonia” del primo governo Berlusconi. D’Alema ha evidenziato la distanza tra il confronto auspicato da Fini e l’attuale situazione, sottolineando come si affacci costantemente il rischio di un conflitto fra le istituzioni proprio quando le difficoltà del paese richiederebbero il massimo di coesione. E all’appello ha subito replicato il premier: Io sono il più moderato di tutti. Berlusconi ha colto anche l’occasione per ribadire che non c’è mai stato alcun contrasto con il capo dello Stato né con il presidente della Camera.
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