Scuola Diaz: agenti agirono sicuri impunità
Il blitz all’interno della Diaz fu «al di fuori di ogni principio di umanità», ma non si trattò né di un complotto ai danni degli occupanti della scuola né di una spedizione punitiva. Quel comportamento disumano può trovare spiegazione solo «nella certezza dell’impunità ». Per l’episodio delle false molotov, inoltre, non c’erano prove certe di colpevolezza ma «solo indizi a carico dei vertici della polizia». Sono alcuni dei passaggi della motivazione della sentenza, emessa il 13 novembre, per l’irruzione alla scuola Diaz del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova. Il documento è stato depositato in cancelleria entro il termine ex lege di 90 giorni. Più di 300 pagine nelle quali il presidente della prima Sezione penale del Tribunale di Genova illustra le ragioni che determinarono 16 assoluzioni, compresi i vertici della polizia – Giovanni Luperi (ex vicedirettore Ucigos) e Francesco Gratteri (ex direttore dello Sco) – e 13 condanne, tra cui Vincenzo Canterini, nel 2001 capo della Mobile di Roma.
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