Il Vaticano e la Cei: così la uccidono

La Santa Sede e la Cei attaccano il protocollo sanitario:«Un atto di eutanasia, ma restiamo vicini alla famiglia» E’ netta la condanna della Cei – «è un atto di eutanasia» – e del Vaticano: «Inconcepibile pensare di uccidere una persona in questo modo».

Nella struttura di via Sant’Agostino i genitori di Eluana e lo staff medico che ne segue la vicenda in queste ore dovranno prendere quelle «decisioni importanti», come le ha definite il sindaco del capoluogo friulano Furio Honsell, a cui è appesa la vita di Eluana. Il padre, Beppino Englaro, è arrivato ieri dalla Lombardia intorno alle 15.30 e un paio d’ore dopo è entrato nella casa di riposo insieme all’avvocato udinese Giuseppe Campeis. «Fino alla fine di questa vicenda non parlerò più. Poi si vedrà se avrà un senso parlare oppure no» sono state le uniche frasi pronunciate davanti ai giornalisti da papà Englaro. Ma al di là delle parole, ora la priorità è una sola: capire se, e come, poter applicare il protocollo sanitario che attuerebbe la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che ha accolto le richieste degli Englaro per mettere fine ai 17 anni di coma della figlia. Lo staff medico, sotto la guida del professor Amato De Monte, primario del reparto di Anestesia dell’ospedale di Udine, conosce già alla perfezione ogni singolo passaggio della procedura per la graduale sospensione dell’alimentazione e della somministrazione dei farmaci alla donna. Ma lo stesso primario si lascia andare anche a un moto tutto umano: «Sono devastato, serve un forte ripensamento su tutta questa tematica».

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