Crisi dell’auto, nuovo crollo a gennaio
Inizio d’anno nero per il mercato dell’auto. La crisi economica ha messo ko il settore che sconta il progressivo crollo della domanda. In Italia, a gennaio, c’è stata una contrazione delle nuove immatricolazioni del 32,64%. Perde meno il Gruppo Fiat, che, nonostante un calo delle immatricolazioni del 31,3% aumenta la sua quota di mercato al 32,1%, in crescita dello 0,7% rispetto a gennaio 2008. Per quanto riguarda i veicoli usati, stando ai dati diffusi dal ministero dei Trasporti, i trasferimenti di proprietà sono stati 369.051 con una variazione negativa del 17,24%. Secondo il Centro studi Promotor di Bologna, la forte contrazione registrata a gennaio è dovuta alla fine degli incentivi per la rottamazione il 31 dicembre scorso, alle difficoltà economiche e al calo della domanda determinato dall’attesa di incentivi statali annunciati e ancora non concessi. Il governo è al lavoro per definire il pacchetto di aiuti che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni. Tra le ipotesi al vaglio, l’ecobonus per la sostituzione di vecchie auto con nuovi veicoli più ecologici e ricambi dei veicoli pubblici con nuovi mezzi tecnologicamente più avanzati. Il bonus potrebbe quindi essere raddoppiato e portato a 1500 euro per gli euro zero, uno e due immatricolati fino al ‘99. L’obiettivo è quello di realizzare un aumento delle vendite pari a 150-200 mila vetture. Il problema resta però quello dei costi dell’operazione. Si intensifica il pressing di Confindustria, che chiede lo stanziamento di 7-8 miliardi di euro, affiancata dalle associazioni di settore Anfia, Unrae, Ancma e Federaicpa. L’esecutivo deve adottare immediatamente le misure allo studio, dicono i produttori, in caso contrario, avverte il vicepresidente di viale dell’Astronomia, Alberto Bombassei, la situazione potrebbe diventare veramente grave. Intanto l’Unione europea ha fatto sapere di non aver avuto ancora alcun contatto con le autorità italiane sui possibili interventi. La crisi sta travolgendo anche mercati forti come quello giapponese dove a gennaio le vendite hanno registrato una flessione record del 27,9%, escluse le minivetture (-20% incluse). Brusca frenata anche in Spagna e in Francia.
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