Proteste anti-italiani, Brown: scioperi controproducenti
Bene Gordon Brown. L’Unione europea si stringe intorno al primo ministro britannico che senza esitazioni si è scagliato contro i lavoratori del Regno Unito definendo prima «indifendibili » e poi «controproducenti », gli scioperi selvaggi dei britannici contro l’arrivo nel Lincolnshire di un centinaio di italiani della ditta siracusana Irem, che ha vinto un appalto da 200 milioni di sterline in un cantiere della Total. Dopo le raffinerie, anche le centrali nucleari Sellafield e Heysham si sono unite alla protesta, scatenando lo sdegno della Commissione europea, che ha ricordato che «il mercato unico rappresenta una ricchezza per tutti», e dell’Italia, fortemente critica contro l’atteggiamento protezionista di frange di lavoratori. «La libera circolazione dei lavoratori è un principio fondante dell’Ue che non può essere in alcun modo messo in discussione, pena la crisi del patto comunitario di Schengen», ha tuonato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. E ha aggiunto: «Nel caso specifico, l’azienda si avvale di propri lavoratori specializzati ». La stessa Irem ha infatti spiegato che la scadenza dei lavori molto stretta – ad aprile – impone l’utilizzo di manodopera già formata e collaudata da tempo. In ogni caso, il governo Brown ha ottenuto l’impegno che se la ditta dovesse aver bisogno di altro personale, farà ricorso a lavoratori locali. E ha rassicurato l’Italia contro qualunque deriva xenofoba: «Difenderemo gli interessi degli italiani», ha garantito Peter Mandelson, ministro alle Attività produttive. Intanto, a favore dei 120 lavoratori siciliani fermi su una chiatta al largo della Gran Bretagna in attesa che si calmino le acque il Pd e la Cisl siciliani chiedono l’intervento del governo e della regione per sbloccare «l’incresciosa situazione». C’è il rischio, continua il sindacato, «di una guerra tra poveri a causa dei contraccolpi della crisi ». E il segretario generale della Cgil Epifani aggiunge: «Il problema disoccupazionale non si risolve se ognuno si chiude a casa propria» Voci fuori dal coro dalla Lega. «È solo questione di tempo e poi accadrà anche in Veneto, sono gli effetti di una globalizzazione senza regole e selvaggia», è la stima di Roberto Cota. Rincara la dose Calderoli: «Serve una moratoria sui flussi e la sospensione di Schengen».
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