Williamson chiede scusa al Papa
E ora interviene anche Richard Williamson. Il vescovo lefebvriano di recente riabilitato nella Chiesa con la revoca della scomunica, e che con le sue affermazioni negazioniste sulla Shoah ha fatto traballare il rapporto tra Santa Sede e Gran Rabbinato di Gerusalemme, chiede scusa. In una lettera pubblicata sul sito web Panorama catolico internacional, il prelato chiede perdono «per le parole imprudenti» ed esprime «rammarico» per le polemiche sollevate dalla sua intervista a una televisione svedese lo scorso novembre. In quell’occasione, Williamson aveva messo in dubbio l’Olocausto e negato l’esistenza delle camere a gas nei campi di concentramento. A rendere le posizioni dei lefebvriani ancora più agghiaccianti era stato poi il rappresentante del gruppo tradizionalista a Treviso, don Floriano Abrahamovicz, secondo cui le camere a gas erano state usate dai nazisti per disinfettare. «In mezzo a questa tremenda bufera – scrive ora al pontefice il vescovo lefebvriano – le chiedo di accettare con il dovuto rispetto la mia sincera manifestazione di rammarico per gli inutili problemi e angustie che ho causato». E aggiunge, citando Giona: «Prendetemi e gettatemi nel mare, così il mare si calmerà per voi: perchè so che è a causa mia che questa grande tempesta ci ha colpito». Nonostante le forti prese di distanza di Ratzinger e di tutta la Chiesa di Roma rispetto alle posizioni di Williamson, infatti, il clima con gli ebrei non è migliorato molto. Così dopo le parole del Santo Padre nell’udienza di mercoledì scorso, quando il pontefice ha rimarcato tutta la sua vicinanza con «i fratelli ebrei», ieri è stato il portavoce della Santa Sede padre Lombardi a condannare nuovamente i religiosi negazionisti lefebvriani. «Chi nega la Shoah non sa nulla ne del mistero di Dio, ne della Croce di Cristo», ha tuonato, aggiungendo che se a farlo è un sarcerdote o un vescovo, il fatto è ancora «più grave». «La Shoah induca l’umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell’uomo», aveva detto il Papa. Aggiunge padre Lombardo: «È la fede nella stessa esistenza di Dio che viene sfidata da questa spaventosa manifestazione della potenza del male». La decisione di riaccogliere nella Chiesa i lefebvriani però non lascia perplessi se non indignati solo gli ebrei. Critico anche il teologo svizzero Hans Kung. Per lui la decisione «è sintomatica dell’intenzione del Papa di imporre una linea conservatrice alla Chiesa Cattolica ». E aggiunge: «È inspiegabile che il Papa si preoccupi più di loro che di un miliardo di cattolici ».
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