Stupro a Guidonia, domiciliari a due rumeni

Escono dal carcere due dei romeni arrestati per lo stupro di Guidonia. Ieri il gip di Tivoli Cecilia Angrisano ha disposto per Mugurel Goia, 31 anni, e per Anton Ionut Barbu, 29 anni, gli arresti domiciliari. Non hanno avuto nessun ruolo nello stupro, ma restano indagati per aver tentato di agevolare la fuga verso Padova dei quattro stupratori. Un favoreggiamento che però non avrebbe avuto riscontri. «Ci avevano solo chiesto un passaggio, non sapevamo nulla di quella orribile storia dello stupro, ne avevamo solo sentito parlare in tv», hanno spiegato al giudice Goia e Barbu. Tesi confermata dallo stesso branco, ossia dai quattro ventenni romeni arrestati per lo stupro di gruppo di Guidonia, tutti rei confessi e trattenuti in carcere. Intanto sul caso scoppia una polemica. Rita Bernardini, deputato Radicale-Pd, e Sergio D’Elia segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino hanno denunciato che i sei romeni, dopo l’arresto, sarebbero stati picchiati a ripetizione prima nella camera di sicurezza dei carabinieri di Guidonia e poi nelle celle di Rebibbia. Gli erano stati segnalati occhi pesti, qualche livido, zoppicamenti. Così, l’altro giorno, hanno deciso di fare una visita ispettiva, che si è tramutata subito in una interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia e della Difesa. «Hanno tracce evidenti di percosse», hanno denunciato. «Su uno di loro che zoppicava vistosamente », ha specificato la Bernardini «erano visibili i segni su un occhio, sulle gambe e sull’anca destra. Altri due avevano gli occhi pesti, ma si sono giustificati sostenendo uno di essere caduto e l’altro di essersi picchiato da solo per la disperazione». Spiegazioni che non li hanno tanto convinti: «Proprio nei reati così gravi, riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto più rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate». «Gli stupratori picchiati, No comment», ha tagliato corto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, mentre il segretario del Pd Walter Veltroni, senza entrare nel merito della denuncia, si è congratulato con i carabinieri per la cattura. A parlare dal Campidoglio, invece, è stato il consigliere Federico Guidi, Pdl: «A differenza di quanto dichiarato da qualche cuoricino tenero, l’unica cosa che ci preoccupa è che rimangano a marcire in galera, possibilmente a casa loro». Gli avvocati d’ufficio degli arrestati minimizzano: «Sarà volato qualche schiaffo al massimo. Sono accusati anche di resistenza ». Il fratello di Goia: «Pestati?  Sarebbe il minimo. Anche mio fratello dopo l’arresto gli ha dato un calcio a uno. Non solo hanno rovinato una ragazza, il nome della Romania, ma anche Mugurel e Anton, ignari di tutto. Anton ha una figlia e non si dà pace».

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