Caso Battisti, Genro accusa l’Italia: fermi agli Anni di piombo
Un paese che non riesce a mettere in soffitta gli Anni di Piombo. È questa l’immagine che il Brasile rimanda del Belpaese per bocca del ministro alla Giustizia carioca. Sarebbe per questo, per questo passato che «ancora seppellisce l’Italia » come dice Tarso Genro, che il governo chiede di riavere Cesare Battisti, condannato in ultimo grado all’ergastolo per quattro omicidi. E’ il giorno delle dichiarazioni clamorose di questo caso diplomatico che tiene appese a un filo le relazioni d’amicizia tra Roma e Brasilia. Per giorni il governo carioca aveva minimizzato. Mentre sotto il Colosseo infuriavano le polemiche sulla mancata estradizione dell’ex terrorista, l’esecutivo Lula sembrava aver scelto il basso profilo. «Il caso Battisti per il governo è chiuso», si era limitato a dire il presidente, lasciando intendere all’Italia che la partita si può giocare sul fronte giudiziario. Ed effettivamente l’Italia spera ancora nel processo di lunedì davanti alla Suprema corte brasiliana che ha l’ultima parola sulla scarcerazione di Battisti. Lula ha già fatto sapere che «accetterà» la decisione della sentenza senza battere ciglio. È invece il Guardasigilli Gerno a passare al contrattacco sostenendo che la vicenda è simile a quella del deputato brasiliano Fernando Gabeira: «Entrambi erano guerriglieri e hanno partecipato a sequestri in un periodo di dittatura nei rispettivi Paesi, ma se il Brasile sta vivendo un processo di pacificazione politica, l’Italia è ancora negli Anni di piombo». Le parole piovono sull’Italia come cannonate. «Genro chieda scusa, offende la storia dell’Italia e la verità», insorge Maurizio Gasparri. «Retorica da comizio», è secco Frattini. «Va bene che quello di Rio è il più famoso del mondo, ma le affermazioni di Tarso Genro sembrano una carnevalata», critica la deputata Pdl Margerita Boniver. Durissimo anche il commento di Roberto Della Seta (Pd): «Indecenti i paragoni dei nostri Anni di Piombo con la guerriglia armata durante la dittatura brasiliana. I terroristi italiani si battevano contro istituzioni democratiche; Battisti è stato condannato per aver ucciso cittadini inermi». In un clima infuocato, appaiono più che misurate le parole di Berlusconi, che auspica che «il caso Battisti non danneggi gli eccellenti ed amichevoli rapporti bilaterali tra Italia e Brasile, in tutti i settori di reciproco interesse» e che comunque sottolinea che l’Italia è pronta a fare «ogni passo», per ottenere l’estradizione dell’ex terrorista. Confermata anche la visita del premier in Brasile prevista per febbraio.
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