Donadi e Idv divisi sulle frasi di Di Pietro al Colle

Il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi, la pensa in modo diverso da Antonio Di Pietro sul modo di agire del Presidente Napolitano. Certo, dice Donadi ad affaritaliani. it, «è un dato oggettivo che Napolitano, in alcuni momenti molto delicati che hanno coinciso con passaggi dove la maggioranza ha posto in essere delle notevoli forzature istituzionali – ad esempio il Lodo Alfano o la ricorrente aggressione alla Magistratura -, è stato parco di parole e a dir poco prudente ». Fin qui, l’analisi pare quella di Di Pietro e del popolo di piazza Navona e piazza Farnese. E però, malgrado ci sia «chi in questo comportamento vede una debolezza del capo dello Stato, su questo tema io ho una mia idea che non coincide totalmente con quella del partito. Partendo da questa costatazione oggettiva, credo che Napolitano abbia fatto bene a fare così », continua. E la ragione, per Donadi, è che il Capo dello Stato è rimasto l’unico argine a difesa della democrazia. Unico, e per questo fa quel che può. «Bisogna considerare il momento particolare che la nostra politica sta vivendo. La maggioranza non ha il senso delle regole e si è dimostrata arrogante nei rapporti con le istituzioni e con il Parlamento. In più l’opposizione è oggettivamente debole perché divisa: credo quindi che il presidente della Repubblica bene abbia fatto in questi mesi a tentare, riuscendoci, di ricavarsi un ruolo che ne rafforzasse un’immagine assolutamente super partes e quindi rafforzasse anche la sua capacità di incidere le volte che decide di intervenire con le parole», spiega il numero due dell’Idv. E la performance dell’ex Pm sul palco? «Miserabili strumentalizzazioni. Ha preso spunto dal fatto che la polizia ha portato via uno striscione civile e non offensivo per dire che in democrazia bisogna anche tollerare la critica verso le più alte cariche istituzionali », aggiunge. Da parte sua Tonino conferma la linea difensiva utilizzata mercoledì a caldo. «Lo striscione esposto a piazza Farnese non offendeva il presidente Napolitano e nemmeno io l’ho fatto – scrive sul suo blog – Le decine di video pubblicati in Rete mi danno ragione. I cittadini mi danno ragione ed io do ragione a Beppe Grillo quando dice che “questo è un Paese da rifare”». E insomma non è che sia stato frainteso, l’hanno fatto apposta: «Nessuno ha parlato della luna, tutti intenti a guardare il dito. La luna ha un nome, “Why not”», prosegue. Sarà. Negli alleati del Pd, però, l’imbarazzo rimane. Il ministro ombra degli Esteri Piero Fassino definisce le affermazioni di Di Pietro contro Napolitano «inconcepibili e inaccettabili ». E dichiara che il leader Idv «si sarebbe dovuto scusare con il capo dello Stato per le sue espressioni offensive».

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