Crisi dell’auto, Scajola: 10 giorni il pacchetto di interventi

«Entro 10 giorni arriverà un pacchetto di interventi di immediata applicazione per fronteggiare la crisi del settore auto». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso del tavolo con le parti sociali a Palazzo Chigi. Il pacchetto che secondo i sindacati ha bisogno di risorse per 3 miliardi di euro, sarà orientato a misure per il rinnovo del parco circolante e collegato a obiettivi di compatibilità ambientale. Scajola ha detto che il governo sta valutando per il settore auto provvedimenti «compatibili» con il sistema di finanza pubblica. Quindi ha sottolineato che il crollo delle immatricolazioni e il calo degli ordinativi previsto per il 2009 rischia di provocare un calo del Pil nazionale di mezzo punto. Secondo il ministro allo Sviluppo economico, il crollo degli ordinativi sarebbe del 55% mentre le immatricolazioni dovrebbero registrare una contrazione di 360 mila unità che arriverebbe dopo un calo del settore auto del 13,4% del 2008. Scajola ha ricordato che si tratta di un comparto che interessa oltre 2500 aziende, per lo più nella componentistica, e che fattura in totale 165 miliardi di euro, l11,4% del Pil. Oggi ci sarà un nuovo incontro tra i vari ministeri sul settore auto. Scajola ha sottolineato la necessità di un’azione coordinata e comune con l’Europa. E la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, lancia l’allarme. «Nel 2009 sono a rischio 300mila posti di lavoro su un milione di addetti all’intera filiera auto. Nel primo trimestre è previsto un calo degli ordinativi del 60% – prosegue – e se fosse confermata questa stima si perderebbero 60.000 posti in Fiat e 300.000 in totale. La leader degli industriali avrebbe proposto anche l’apertura di due tavoli su ecoincentivi e sostegni al comparto. «Come era evidente, i nodi vengono al pettine. Quello che non si è voluto fare prima – ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani – bisogna farlo adesso. Prima si fa meglio è. Serve un intervento sostanzioso, con incentivi immediati al rinnovo del parco auto vecchio con auto con caratteristiche ecologiche. Se non lo facciamo il nostro settore pagherà due volte: per le difficoltà delle incertezze e per quei paesi che stanno facendo esattamente questo».

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