A Washington il grande giorno di Barack Obama
Alle sei del pomeriggio ora italiana, giurerà sulla Bibbia di Lincoln. Poi la festa.
«Io, Barack Hussein Obama, giuro solennemente che eserciterò lealmente l’incarico di presidente degli Stati Uniti ed eserciterò le mie capacità al massimo per preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti». Con queste parole, oggi a mezzogiorno (le 6 del pomeriggio ora italiana), Obama giurerà a Washington come 44esimo presidente degli Stati Uniti, aggiungendo in coda alla formula prevista dalla Costituzione anche il tradizionale «so help me God», cioè «che Dio mi aiuti».
Sarà una cerimonia speciale. Non soltanto perché Obama, che arriverà a Capitol Hill dopo una breve passeggiata col presidente uscente George W. Bush, sarà il primo inquilino di colore della Casa Bianca. Ma perché gli spettatori previsti (oltre 1 milione) e le spese record (quasi 150 milioni di dollari per il contorno di eventi, le coreografie e le eccezionali misure di sicurezza) lasciano prevedere una celebrazione eccezionale. «Non sarà solo del presidente, ma del popolo americano e dello spirito americano», ha precisato Obama che nelle ore precedenti all’evento ha speso le ultime lodi per il rivale repubblicano John McCain, definendolo «un eroe americano».
Dopo il giuramento, Obama terrà l’atteso discorso inaugurale da presidente americano. Poi inizieranno i festeggiamenti, con parate dell’esercito e concerti, che dureranno fino a tarda notte, quando Obama e la sua famiglia si recheranno alla Casa Bianca per passarvi la prima notte. Da domani, esaurite le celebrazioni, il nuovo presidente dovrà affrontare e risolvere i problemi di un’America bloccata dalla crisi economica e impantanata da anni nelle guerre in Afghanistan e Iraq.
