Napoli, Lavezzi non basta più

Tutti con gli occhi bassi domenica sera a Capodichino gli azzurri di ritorno dalla disfatta di Verona contro il Chievo. Nessuna voglia di parlare, nessun saluto dai curiosi attratti dall’arrivo della squadra e dai tifosi immancabilmente presenti allo scalo napoletano, in assoluto silenzio. Da loro un solo gesto significativo: hanno dedicato applausi e complimenti soltanto al Pocho Lavezzi, pressochè commosso dalle loro attenzioni, un aperto riconoscimento al miglior giocatore del Napoli, l’unico che a Verona ha fatto di tutto sul campo per evitare la sconfitta, mettendoci il cuore e il carattere e prendendo pure un sacco di botte. Napoli Lavezzi-dipendente. L’episodio di Capodichino, al di là dell’omaggio al fuoriclasse sudamericano, riflette però l’attuale volontà del club e di Reja.
L’idolo del San Paolo è l’uomo giusto da impiegare nell’emergenza che si è determinata con il sesto risultato negativo fuori casa, solo lui può rimettere insieme i pezzi di un team scollato: il Pocho è insomma il giocatore da infilare nei panni del leader massimo del gruppo al quale affidare la squadra sul terreno di gioco sotto il profilo tecnico e mentale. Lavezzi a Verona è apparso l’unico giocatore mai rassegnato ed estremamente combattivo, fino all’ultimissimo momento. La voglia di battersi non gli manca insieme con il carattere e con quella personalità che costituiscono le componenti fondamentali che conferiscono le capacità per vincere le partite.L’analisi del digì Marino e di Reja ha riscontrato nell’insieme dei punti in comune tra il dirigente e l’allenatore è stata diretta nell’immediato su quello che il Napoli ha fatto vedere sul campo: squadra svanita e senza idee, nessuna identità tecnica né tattica, mancanza di grinta e di personalità, totale perdita del senso di squadra e di appartenenza, denominatori che hanno alimentato la prima parte del campionato degli azzurri e che vanno immediatamente ricostituiti e ricomposti, arricchendoli di qualche altra componente: offrire lo a Lavezzi non sarebbe d’altronde che il riconoscimento del ruolo di cui si fa già carico il calciatore sudamericano sul terreno di gioco, una mossa che ora come ora potrebbe risultare la chiave di volta per la soluzione a tambur battente di una crisi da cui bisogna uscire fuori, prima dell’inizio del nuovo ciclo di ferro. Basta guardare il calendario degli impegni prossimi futuri.

News Impianti.com

Articoli correlati
    None Found