Roma, Porta Maggiore, si corre ai ripari
Il nuovo incidente fa scattare il piano per rendere “intelligente” il vecchio snodo per i tram. Porta Maggiore, si corre ai ripari. Semafori elettronici, telecamere e una cabina di regia con "capotreni". E poi: nuove corsie delimitate e percorsi ridisegnati per i vari flussi di traffico. Dopo l’incidente che ha visto la collisione fra un tram e il trenino della Roma-Pantano (che giovedì ha provocato 26 feriti) il Comune mette mano pesantemente allo snodo forse più importante di Roma, dove si incrociano otto arterie, tram, ferrovie regionali e linee di bus, dove convoglia il traffico di circa 30.000 veicoli al giorno e dove, quotidianamente, si rischiano incidenti e – quando accadono – si paralizza mezza città. Stamane è previsto un vertice, voluto dall’assessore alla mobilità, Sergio Marchi. Le linee guida sono: cercare di dividere traffico privato da quello pubblico e creare un nuovo sistema di gestione della viabilità. Progetti importanti che vedranno l’arrivo di una cabina di regia: una sorta di torre di controllo, dove saranno presenti ispettori del traffico di Trambus e capitreno di Met.ro. In caso di emergenza o di traffico "pericoloso" gli addetti delle varie aziende guideranno i mezzi su rotaia. A questo va aggiunto un impianto semaforico intelligente, capace di dare la precedenza a tram e trenini e di bloccarli qualora sulle rotaie ci fossero auto in coda. Inoltre, tutti i semafori a ridosso di piazzale Labicano saranno sincronizzati ad hoc in base ai flussi di traffico. Anche le banchine di fermata saranno ricostruite di concerto con la Soprintendenza (quella è area archeologica), e saranno realizzate corsie speciali per dividere la viabilità a seconda della direzione stradale. Saranno intensificati anche i presidi – tra i più presenti della città – della municipale. Insomma un lavoro importante, che si potrà realizzare in circa 36 mesi. Un tocco di tecnologia là dove tutto è fermo dal 1923.
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