Illegale la Ps2 truccata, sentenza storica della Cassazione

Modificare la PlayStation è reato. Lo ha stabilito - con una sentenza che sta già facendo discutere il popolo della rete - la Quarta sezione penale della Cassazione, condannano Dalvit Oscar, imprenditore 30enne di Bolzano, per aver prodotto e venduto «microchip per la PlayStation 2 finalizzati a leggere i videogiochi masterizzati». L’uomo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare, a titolo di risarcimento, la somma di 2.500 euro a Sony. Una condanna comunque inferiore a quella stabilita dal processo di primo grado (sei mesi di carcere e una multa di 6mila euro).
La motivazione. I giudici hanno riconosciuto che i videogame sono opere di ingegno protette dal diritto d’autore. Gli esami tecnici hanno dimostrato come la PlayStation modificata con i chip prodotti dalla società di Dalvit Oscar non solo leggeva i cd realizzati dalla Sony, ma anche quelli non originali (copiati o ideati da fornitori non ufficiali). Cosa che permetteva di «eludere le misure di protezione» introdotte dalla Sony sulla sua piattaforma.
Il fenomeno. Come ha ricordato Nintendo presentando un esposto analogo a quello di Sony per tutelare la console portatile DS (si veda l’articolo a destra), secondo i dati dell’Entertainment software association in Italia la percentuale di pirateria nel settore dei videogiochi è salita dal 40% nel 2006 al 67% nel 2007, arrivando a generare un mercato illegale del valore di oltre 556,5 milioni di euro.
Vittoria o autogol? La sentenza - che ha richiesto quattro anni di attesa - ha scatenato le discussioni in rete degli appassionati, divisi tra soddisfatti («è giusto rispettare il diritto d’autore») e scontenti («i videogiochi originali costano troppo»). Al fronte dei delusi potrebbe presto aggiungersi anche Sony. Se davvero non sarà più possibile sbloccare la Ps2, c’è il rischio che gli appassionati smettano di acquistare gli esemplari di questo modello ancora in circolazione. Che resteranno invenduti nei magazzini.


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