Extracomunitari all’esame del Tar

È calato il sipario sul primo atto dei flussi 2008, che porteranno regolarmente in Italia 150mila lavoratori extracomunitari. Tra il 15 dicembre e il 3 gennaio, ultimo giorno utile, il ministero dell’Interno ha raccolto quasi 130mila conferme online di datori di lavoro stranieri che chiedevano il ripescaggio delle domande di assunzione presentate, senza successo, per i flussi 2007. I datori stranieri erano ammessi solo se avevano in tasca una carta di soggiorno, documento che spetta a chi è in Italia legalmente da almeno cinque anni. Nessuna restrizione e nessuna procedura di conferma era invece prevista per i datori italiani. Tutti i posti disponibili verranno assegnati seguendo le vecchie graduatorie, stilate in base all’ordine di arrivo delle domande, ma è inevitabile che anche stavolta saranno in molti a rimanere fuori. Non rimane che aspettare, incrociare le dita e sperare di essere tra i ripescati. Intanto, i flussi 2008 passeranno al vaglio dei giudici. La Cgil ha presentato ricorso al Tar contro le restrizioni e la procedura introdotta per i datori stranieri. Chiedere loro la carta di soggiorno e la conferma online violerebbe la legge sull’immigrazione, che equipara datori di lavoro italiani e stranieri regolarmente residenti, anche se hanno un semplice permesso di soggiorno. Il sindacato non ha chiesto una sospensiva, quindi non c’è il rischio che il ricorso penalizzi chi aspetta di essere ripescato. Dal Tar potrebbe però arrivare un ulteriore affondo contro il decreto flussi, strumento che appare sempre meno adatto a governare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

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