Maroni reintroduce la tassa d’ingresso
Dopo la bocciatura da parte di Fini e Berlusconi, Roberto Maroni l’aveva promesso. Ieri, dopo un incontro col guardasigilli Alfano, ha annunciato che la tassa sui permessi di soggiorno per gli immigrati è confermata, ma l’ammontare del contributo sarà definito con un decreto dei ministeri dell’Interno dell’Economia. Da 10 a 400 euro, comunque: e non sarà una propriamente una tassa di soggiorno, ma un contributo per rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno, anticipano in serata fonti del Viminale. «Il principio viene affermato così com’era stato votato dalle Commissioni », spiega il ministro dell’Interno. Ma il premier frena di nuovo, dicendo di non essere «al corrente» di novità sul tema. Anzi, ribadisce: «Resto contrario a quell’emendamento. Ne ho parlato con Bossi e anche lui non ha fatto obiezioni ». E l’opposizione tenta di nuovo di incunearsi nelle divisioni della maggioranza. Per il portavoce del Pd, Andrea Orlando, l’intera vicenda «è il chiaro segno di una crescente difficoltà del partito di Bossi nei confronti dell’azione del governo. Da una parte è un maldestro tentativo di coprire il clamoroso insuccesso nell’azione di contrasto all’immigrazione clandestina; dall’altra è la testimonianza del malessere crescente nei confronti di Berlusconi che consegue dalla vicenda Malpensa. La Lega è stretta tra l’incudine di un’azione di governo che si è inceppata e le roboanti promesse elettorali che trovano clamorose smentite». Oggi la battaglia riprende in Senato
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