Saldi alla prova weekend, vendite in calo del 30 per cento

Inizio deludente anche per la neve. Vendite in calo del 30 per cento.
Il brutto tempo e l’esodo di molti cittadini per le vacanze natalizie avevano già contenuto l’assalto ai negozi, l’abbondante nevicata di martedì e mercoledì ha poi fatto il resto. Risultato: nella prima settimana di saldi gli acquisti sono diminuiti del 30% e l’afluenza nei negozi è calata, durante la nevicata, del 43%. E si che l’avvio era stato promettente: il primo giorno aveva fatto registrare un’impennata delle vendite (+2%) grazie anche alla decisione di molti commercianti di partire subito con saldi fino al 50%. Code erano state registrate soprattutto nel quadrilatero della moda, davanti ai negozi di lusso e alle grandi marche, che offrivano – per la prima volta – sconti fino al 40%. Passata l’emergenza neve – e con tutti i milanesi di nuovo in città – le vendite dovrebbero ripartire. Molto importante sarà il week-end in arrivo, il primo con la città a pieni ranghi. Una buona affluenza dovrebbe essere riscontrata nei negozi del centro, in particolare quelli delle grandi firme della Galleria Vittorio Emanuele e le catene preferite dai giovani, come H&M e Zara. Secondo un’indagine condotta dall’associazione Codici su un campione di 2.250 famiglie in tutta Italia, il 60% di chi fa acquisti durante i saldi lo fa infatti per acquistare capi firmati.
Un giro d’affari di 480 milioni. Ascomoda prevede un acquisto medio per famiglia di 540 euro, per un totale di oltre 480 milioni. Le associazioni dei consumatori sono però meno ottimiste e prevedono una spesa di poco sopra le 350 euro a famiglia. Per Renato Borghi, vicepresidente dell’Unione del Commercio e presidente di Ascomodamilano e Federazione Moda Italia, questi saldi «rappresentano un’ottima opportunità per i consumatori con sconti medi del 40% e un’ampia offerta dopo un autunno-­inverno che per i commercianti, in particolare nella parte iniziale, non è stato certamente favorevole».
Occhio alle truffe. Attenzione però alle fregature. Il Codacons e le altre associazioni dei consumatori suggeriscono di fare molta attenzione e di controllare che sulle merci esposte ci sia il cartellino con il prezzo originale, lo sconto praticato e il prezzo finale ribassato. Ricordano che il consumatore ha diritto di provare i capi (biancheria intima esclusa) e che gli stessi capi – se difettosi o “non conformi” – devono essere sostituiti e/o riparati. A questo proposito è bene, però, che i consumatori conservino lo scontrino in quanto costituisce la prova di acquisto. Gli stessi commercianti sono poi obbligati ad accettare il pagamento con carta di credito. In caso di truffa rivolgersi a un’associazione di consumatori, oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.

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