Village People, pura disco all’Eur
Inossidabili, una leggenda del pop anni Settanta e Ottanta, riesumati impietosamente ancora oggi ogni volta che un dj deve riempire la pista, che sia di una balera, o di una disco lounge. Insomma, i Village People, boy (e che boy) band ante litteram, creata a tavolino dai produttori Jacques Morali e Henri Belolo (Richie Family), sull’archetipo dei miti macho, in dissacrante versione gay dell’America dell’epoca. Quella delle prime gay pride parade al Greenwich village. Toccherà a loro, domenica notte, la prima serata clou del Gay Village all’Eur, che apre questa sera con Giuliana De Sio madrina. I Village People mancano da Roma da vent’anni: più che una rimpatriata sarà un deliro dance per sei artisti straordinariamente uguali a loro stessi, dall’anno del debutto, il 1977 (nella foto, da sinistra): Eric Anzalone, il motociclista (nel gruppo dal 1995), il terzetto iniziale, Alexander Briley, il militare, Felipe Rose, l’indiano, David Hodo, l’operaio, Raymond Simpson, il poliziotto (dal 1979) e Jeff Olson, il cowboy (dal 1980). Tre delle loro canzoni – Ymca, Macho man, In the Navy – sono successi planetari evergreen da ottantacinque milioni di dischi, ma soprattutto andate molto oltre il manifesto dei diritti gay, per diventare un proclama di libertà, pace e anticonformismo (ore 22, 15 euro, info www.gayvillage.it, 3407538396). -leggo.it-
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