Berlusconi soffre, resta in ospedale
(Leggo.it) Il giorno dopo l’aggressione subita, è stato forse il più duro per il premier Silvio Berlusconi. Abbattuto dai dolori fisici, dovuti al colpo ricevuto in pieno volto, e travolto dall’amarezza per quanto successo. Così lo descrivono i tanti che sono andati a trovarlo. Il referto medico è peggiore di quanto previsto in un primo momento. «Berlusconi non riprenderà l’attività lavorativa prima di dieci giorni» ha detto il medico personale del presidente del Consiglio, Alberto Zangrillo, che è anche primario di anestesia e rianimazione all’ospedale San Raffaele di Milano dove Berlusconi è ricoverato. La Tac ha confermato la presenza di una frattura del setto nasale, la botta sul viso gli ha causato la rottura di due denti superiori e il sanguinamento successivo al colpo ha provocato l’abbassamento dei valori di ematocrito. Fatica ad alimentari. Ecco perchè il premier non uscirà prima di ulteriori 36 ore. Nel frattempo per il Cavaliere proseguono le terapie antibiotiche, antinfiammatorie e analgesiche, per lenire il dolore e tenere sotto controllo il gonfiore del viso. «Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perchè mi odino così». È stato questo il pensiero fisso di Berlusconi, che ha rivelato a quanti sono andati a trovarlo. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni non nega che quel colpo, inferto con tanta violenza, avrebbe potuto ucciderlo. E il giorno dopo si ragiona anche sulle eventuali falle nel sistema di protezione del premier, che ha due scorte, quella istituzionale e quella privata. I vertici degli apparati di sicurezza rimangono convinti che il sistema che garantisce l’incolumità di Berlusconi sià già ai massimi livelli. Certo, sostengono che bisognerà convincere il Cavaliere a evitare i bagni di folla, a ridurre al minimo le situazioni «imprevedibili» e nel frattempo fare maggiore attenzione alla “bonifica” dei luoghi. Infine, ieri sera, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rotto il silenzio in un intervista al Tg2 per incitare il ritorno a un «normale e civile confronto» «contro ogni forma di violenza», «perché si fermi l’ «esasperazione pericolosa di polemiche evitando accuse reciproche». Solo così gli italiani potranno tornare ad avere «fiducia e rispetto» nelle istituzioni.
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