Eolico, giornata mondiale del vento
Con la Giornata mondiale del vento celebrata ieri in 29 Paesi del mondo si aprono per l’Italia due settimane (fino al 28 giugno) di iniziative a sostegno dell’energia eolica. Ne è un esempio quella organizzata a Roma, all’interno di Villa Borghese, dove l’Associazione nazionale energia del vento (Anev), ha allestito un aerogeneratore. Ma il programma toccherà anche il Garda, Trieste, il Fortore in Puglia. L’eolico conta oltre 200mila occupati in tutto il mondo per un fatturato di 18 miliardi di euro nel 2007. La crescita del settore negli ultimi 10 anni è vicina al 30 per cento. Con 3.750 Mwil nostro Paese ha raggiunto l’anno scorso la sesta posizione mondiale per la potenza installata. Germania (234mila Mw) e Spagna (17mila) sono i leaders europei, con mega centrali eoliche e pale a perdita d’occhio. Ovvia l’importanza di avere sul territorio ampie aree spazzate da venti. Nel nostro Paese è il sud a fare la parte del leone. La Puglia con 946 Mw, la Sicilia con 791 Mw e la Campania con 688 Mw sono le prime tre regioni nella classifica della potenza installata. Al quarto posto la Sardegna (467 Mw), poi Basilicata (209 MW), Calabria (192 Mw) e Molise (188 Mw). In Puglia in particolare l’eolico ha trovato buone condizioni sia geografiche che politiche. La giunta Vendola ha messo a punto un sistema di incentivi sul microeolico che sta avendo molto successo. Anche se la mancanza di un quadro normativo nazionale e un regime di autorizzazioni per le centrali che è tra i più complessi, sostiene l’Anev, penalizzano una espansione più decisa del settore. Contro le pale in Italia si è inoltre sempre schierata una parte dell’ambientalismo. Un ostacolo che i produttori auspicano sia finalmente superato con la firma di un protocollo tra Anev, Greenpeace e Legambiente. Ma il presidente dell’Associazione di categoria Oreste Vigorito ha riferito alle agenzie stampa che Carlo Ripa di Meana starebbe per presentare al Parlamento europeo una richiesta di moratoria per l’eolico, perché “arreca danni al paesaggio”. Mentre gli ambientalisti tifano per il micro. «Questo protocollo -ha detto Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace - serve a spingere l’industria a produrre degli esempi sempre migliori, per un mondo, quello dell’eolico, in evoluzione. Già adesso sappiamo dell’esistenzadi impianti che con le stesse dimensioni possono produrre molta più energia».
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