“Kill Bill” Carradine trovato impiccato in una suite a Bangkok

Kill Bill. Quentin Tarantino, avrà provato un brivido di dolore e inquietudine alla notizia della morte di David Carradine. Il suo buon amico era Bill, l’antagonista del suo film più rutilante, cinefilo e selvaggio, oggetto dell’odio implacabile di Uma Thurman. E chissà quale vendetta si è autoinflitto per scegliere di impiccarsi nella Suite Room 352 – è stato ritrovato 12 ore dopo – del Park Nai Lert Hotel in Wireless Roadin a Bangkok (dove si trovava per girare il film Stretch ), a 73 anni, un poker di mogli alle spalle e una vedova, Annie Bierman, e due figlie che lo piangeranno, le attrici (chi non lo è stato nella sua famiglia dal mitico nonno, il patriarca John Carradine al fratellastro Keith?) Calista e Kansas. Un attore straordinario, con una faccia storta e una di quelle carriere bulimiche in cui la quantità ha sempre fatto a pugni con la qualità, soprattutto dei compagni di strada. Era un predestinato: nato nella famiglia a più alta densità cinematografica (insieme ai Coppola), e per di più in un ospedale di Hollywood. Famoso per il film tv Kung Fu, in cui era il prete Kwai Chang Caine, maestro di arti marziali (lui lo era davvero e la serie pensata da e per Bruce Lee lo rese per tre anni una star), è rimbalzato tra genere e cinema d’autore così come ha fatto tra arti e passioni. Componeva e suonava, dipingeva, scolpiva, amava la bellezza e la vita (fin troppo piena), il cinema e la tv, senza snobismi. Successo di pubblico e critica lo colgono negli anni ’70, quando un tris di film in particolare ne sottolineano lo straordinario talento. Il primo precede addirittura la fortunata serie televisiva, è America 1929: Sterminateli senza pietà (1972) di un giovane Martin Scorsese alla sua prima prova hollywoodiana. Sfiorò Oscar e Golden Globe con Bound for Glory (in Italia Questa terra è la mia terra), in cui è un sobrio e intonatissimo Woody Guthrie, cantore dei proletari e della povera gente, simbolo di ribellione sociale, artista folk entrato nell’immaginario collettivo anche grazie a lui. Tre film per raccontare una carriera di più di 100 ruoli (è finito persino nelle serie moderne, Streghe e Alias, lasciando sempre un segno), tre opere che ci rivelano l’eclettismo e la forza espressiva del Carradine, forse, più immeritatamente sottovalutato. Se lo sarà portato via, forse, questo peso, o il il talento musicale (seminato, peraltro, in molti film) poco riconosciuto. O è stata solo l’uscita di scena di un grande attore, che ha voluto la morte dopo la rinascita. Come estremo sberleffo, guardandola in faccia e sfidando quella donna con cui aveva un conto in sospeso. Proprio come Bill.(Dnews)

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