Le fonti rinnovabili nel contesto energetico

Si definiscono fonti "rinnovabili" di energia quelle fonti che, a differenza dei combustibili fossili e nucleari destinati ad esaurirsi in un tempo finito, possono essere considerate virtualmente inesauribili.
E ciò perché il loro ciclo di produzione, o riproduzione, ha tempi caratteristici comparabili con quelli del loro consumo da parte degli utenti.
Le fonti rinnovabili comprendono l’energia solare che investe la terra e quelle che da essa derivano: l’energia idraulica, del vento, delle biomasse, delle onde e delle correnti marine.
L’energia solare è dunque la sorgente prima da cui hanno origine la quasi totalità delle fonti energetiche, siano esse convenzionali o rinnovabili.
In pratica solo la geotermica, quella gravitazionale e quella nucleare sono da essa indipendenti.
Ciascuna fonte è caratterizzata dal tempo che impiega la radiazione solare per "rinnovarne" la disponibilità. Questa costante di tempo è quindi caratteristica di ciascuna fonte è può essere considerata come la unità di misura temporale per la rinnovabilità dell’energia della fonte.
La caratteristica fondamentale delle fonti rinnovabili consiste nel fatto che esse "rinnovano" la loro disponibilità in tempi estremamente brevi: si va dalla disponibilità immediata, nel caso di uso diretto della radiazione solare, ad alcuni anni, nel caso delle biomasse.
Una importante caratteristica delle fonti rinnovabili è che generalmente esse presentano un impatto ambientale trascurabile, per quanto riguarda il rilascio di inquinanti nell’aria e nell’acqua; inoltre l’impegno di territorio, anche se vasto, è temporaneo e non provoca né effetti irreversibili, né richiede costosi processi di ripristino.
La produzione da fonti rinnovabili rientra, dunque, nel mix di nuove tecnologie la cui introduzione contribuirà a ridurre le emissioni di anidride carbonica ed altri inquinanti.
Oggi solo l’energia idraulica viene convertita in elettricità in quantità significative, con una tecnologia considerata matura, e la trasmissione elettrica ad altissima tensione potrebbe consentire di sfruttare, in futuro, le enormi risorse esistenti in Africa, Sud America ed Asia, molto lontane dagli attuali principali centri di consumo.
Lo sviluppo delle nuove fonti di energia rinnovabile è una operazione che va quindi condotta con motivazioni strategiche, nel quadro di una politica energetica che guardi al futuro e non solo o non principalmente alla possibilità di sfruttamento economico immediato di tali fonti e delle loro tecnologie.
In sostanza le nuove fonti rinnovabili vanno sviluppate al meglio non perchè diano promessa di profitto immediato, ma perché potranno divenire necessarie nel sistema energetico di domani e, quindi, dovranno essere economicamente utilizzabili.
La rilevanza che le fonti rinnovabili potranno acquisire in un futuro mix energetico potrà dipendere dai molti fattori già menzionati ( costi, disponibilità delle fonti fossili, gravità dell’impatto ambientale, domanda dei paesi emergenti, sviluppo di tecnologie energetiche); per questi motivi non è immediato definire ora quale sarà il loro contributo effettivo nel tempo.
Si può tuttavia affermare che è doveroso predisporre fin da oggi tali tecnologie per un ruolo che si è già configurato e per una domanda che si andrà qualificando con il procedere degli eventi.